maRINO GAETANO *** intro ***

MENTRE VEDO TANTA GENTE CHE NON C’HA L’ACQUA CORRENTE E NON C’HA NIENTE, MA CHI MME SENTE, MA CHI MME SENTE…

Siamo sulla stessa barca io e Rino, ed è un barcone imm-ingrato, squarciato nella chiglia, e come faro si ha il battito di ciglia femminili, gli impulsi naturali, il bisogno di creare, la demiurgia patologica che impone schiettezza popolana, alchemicamente unendo il sopra e il sotto. In mezzo a un mare che separa continenti che non son terraferma, e che per suolo hanno solo il danaro. space space

Se mai qualcuno capirà sarà senz’altro un altro come noi.


Ma quando mai?


Da qualche anno il Mercato (il criminerrimo) ha riesumato l’involontaria salma del mai abbastanza compianto vecchio Rino, in forma di inediti , fiction, film con titoli presi da sue canzoni, colonne sonore, e tutto il minestrone mediatico possibile per far denaro sul morto (e a nessun prezzo, purtroppo, Rino e gli altri che mi mancano assai, amici o artisti, possono ritornare a dare Amore, Arte, Esempio, Beltà…).


Ne “Il compleanno della Zia Rosina”, Rino sapeva bene – d’altra parte – chi lo avrebbe portato a sepoltura, bestemmiandolo ostile, mentre Rita si sposa e noi si aspetta treni che non passan più.


Eccomi qua – fricchettone fuor dal mondo, dai tempi, e dal danaro – a ribadire il concetto per il quale a noi ci piace il sud esistenziale, il non essere schiavi, e stare al Sole, e far l’amore, e intanto criticare chi nun si regge più (ossia il Potere).


Non “ascoltare”: “capire” sia l’oggetto dell’attenzione dell’ascoltatore.

Ed un pensiero a Rino, a ogni canzone, che non è frutto mio, ma del suo genio che vince la morte, usando l’empatia.


marino gaetano,

alias marino ramingo giusti

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One Response to “maRINO GAETANO *** intro ***”

  1. archivista says:

    L’archivista su Marino Ramingo Giusti: il vero rompitutto della scena attuale, poeta improstituibile, colpisce a colpi di folk tutto quello che gli si para davanti con una grandinata di versi, pungenti, assurdi, esplosivi, degni della più sagace invettiva dei trovatori medievali. Riprende con sfrontatezza la leggenda Rino Gaetano plasmandola a sua immagine e somiglianza come finora nessuno mai, spaventando i critici e mandando in visibilio i suoi strani ammiratori. Accompagnato da musicisti che, come lui, hanno scelto una vita bucolica lontano dalla pubblica ottusità cittadina, è la più autentica dimostrazione, capellona e freak, che solo noiseville puó osare certe cose.

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